La Stampa Torino: Gtt, ecco la rivoluzione delle tariffe.

14 marzo 2018. Biglietto singolo più caro, abbonamenti stabili. Studenti e anziani pagano in base all’Isee. C’era un certo caos ereditato dal passato da sanare. C’era da fare ordine, semplificare, ridurre il guazzabuglio di tariffe e opzioni diverse. E c’era anche da fare un po’ di cassa, perché biglietti e abbonamenti costituiscono una fetta rilevante del bilancio di Gtt e il nuovo piano industriale dell’azienda di trasporto ha l’obiettivo di incrementare gli incassi.

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1 comment

  1. Bruno Morra aprile 14, 2018 6:58 pm  Rispondi

    Abbonamenti GTT per anziani, sempre peggio

    In riferimento alla recente riforma tariffaria di GTT, rilevo che non si fa più alcun cenno ad una tipologia di abbonamento annuale già adottato da oltre 3000 ultra65enni, nonostante fosse soggetto a limite di reddito famigliare, mi riferisco alla formula: “Annuale 65 più con orario ridotto”, che prevedeva la validità a partire dalle ore 9,00, ad un costo di140 euro. Questo abbonamento era funzionale al particolare utilizzo del trasporto pubblico delle persone anziane, non giornaliero e generalmente non nell’ora di punta mattutina.

    Perché non fare come a Milano con un servizio di trasporto pubblico decisamente più ampio (4 linee di metropolitana) l’ISEE è richiesto solo per i redditi più bassi, ed è stato adottato un abbonamento annuale senza limiti di reddito ma ad orario ridotto con validità dalle 9,30, ad un costo di 170 euro. Sempre a Milano l’abbonamento ordinario per gli anziani è di 300 euro, a Torino 310.

    Ricordo che dopo l’introduzione del limite di reddito nel 2012 rispetto all’anno precedente oltre 4.600 persone, superati i 65 anni e non rientrando nella possibilità di poter acquistare un abbonamento annuale a prezzo ridotto, non hanno più acquistato alcun abbonamento, ritenendo i 310 euro non congruenti al loro reale utilizzo dei mezzi pubblici.
    Il numero degli abbonamenti annuali per gli over 65 con l’introduzione delle fasce ISEE temo si ridurranno ancora di più.
    Forse sarebbe opportuno cercare di incrementare il numero degli abbonati e non varare operazioni che, come da esperienza del 2012 li riducono.
    Come Coordinamento dei Comitati spontanei di quartiere abbiamo cercato inutilmente, di far presente all’Amministrazione comunale, questa situazione.

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